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Reti Gas

Uno dei temi centrali per lo sviluppo nel nostro paese è la creazione di un sistema di infrastrutture in grado di acquistare trasportare, stoccare e distribuire il gas naturale.

Uno dei maggiori problemi dell'Italia è il non disporre di risorse energetiche proprie e quindi di doverle acquistare a un buon prezzo nel mercato internazionale dell'energia.

A differenza della benzina o del gasolio che hanno costi bassissimi di produzione, trasporto e stoccaggio il gas metano è per sua natura più difficile da commercializzare.

Per essere trasportato infatti ha due strade: 1) tramite gasdotti che dai paesi produttori trasportano il gas fino ai paesi consumatori 2) via nave metaniera in forma di gas liquido.

Come si può capire tutte e due i sistemi presentano difficoltà aggiuntive rispetto al normale trasporto dei derivati del petrolio.

Il primo, i gasdotti, sono delle reti infrastrutturali costosissime da realizzare ma che soprattutto vincolano l'Italia al paese produttore che può quindi, in qualsiasi momento, chiudere i rubinetti.

Attualmente l'Italia è collegata con una serie di gasdotti: oltre che con la Russia, anche con l'Algeria, il Nord Europa e la Libia.

Per ovviare a questo aspetto il miglior modo per poter acquisire gas nel mercato internazionale delle risorse energetiche è quello del gas in forma liquida. Questo consentirebbe di poter comprare gas metano senza l'ausilio di gasdotti e poter quindi comprare energia dai paesi dove costa meno.

Per far questo però il nostro paese si deve dotare di una serie di rigassificatori in grado di trasformare al momento dell'arrivo in Italia il gas da liquido a forma gassosa.

 

In Italia attualmente sono presenti solo due rigassificatori, assolutamente insufficienti per influire in maniera positiva nel mercato energetico.

 

Successivamente il gas tornato liquido, ma anche parte di quello importato via gasdotto, può essere stoccato in strutture stabili del sottosuolo, di solito giacimenti esauriti, per costituire una riserva a fronte della variazione stagionale dei prelievi e per fronteggiare interruzioni imprevedibili dei rifornimenti.

 

L'ottimizzazione del sistema  di trasporto e di stoccaggio consentirebbe all'Italia di  proporsi come hub (centro di smistamento) del gas per l'Europa occidentale e di diminuire la dipendenza dai singoli  paesi produttori, in particolare dalla Russia. Più in generale, i consumatori europei, dalle grandi utenze chimiche e termoelettriche ai consumatori domestici, potrebbero essere avvantaggiati dall'aumento della concorrenza e da un sistema di formazione del prezzo più legato al mercato che ai contratti di lungo termine vincolati a minimi di acquisto (take or pay) finora imposti dai produttori.

Ultima condizione da ricordare è la necessità di un collegamento con altre reti nazionali di trasporto, nell'Europa occidentale, di cui però non si sente ancora parlare.