Province
03/06/2013

Per una nuova mobilità sostenibile

Questa settimana Infrastrutture.org intervista  l’ingegner Silvio BosettiDirettore Generale della Fondazione EnergyLab.  La Fondazione ha lo scopo di promuovere la ricerca, lo sviluppo e l’innovazione nel settore dell’energia e dell’ambiente e di diffondere una migliore conoscenza delle tematiche e delle problematiche in materia energetica e ambientale.

Dottor Bosetti, si parla molto in questo periodo di mobilità elettrica anche se ancora poco si è fatto nel nostro Paese per farla diventare una realtà. Quali sono i motivi di questa lentezza e, soprattutto, da dove bisogna partire, dalla creazione di una rete di ricarica oppure dall’incentivo alla diffusione dei veicoli elettrici?
Secondo me, innanzi tutto, per immaginare una larga diffusione dei veicoli elettrici, bisogna partire dal tema reale che riguarda il mercato delle auto, degli autocarri  o delle moto elettriche. Se non si parte da una forte spinta  da parte delle case automobilistiche il processo non si innescherà e tutto il resto, infrastrutture e servizi,  rimarrà fermo. Se il settore si attiva poi, in parallelo, potremo pensare alla creazione delle reti per l’alimentazione o per l’assistenza.

Quindi bisogna partire dalle auto. E come fare per incentivarlo, si può pensare a esempio a un sistema di incentivi come la rottamazione?

Si, bisogna partire dalle auto. Si debbono immaginare  incentivi collegati  alla rottamazione. Una soluzione di questo tipo per esempio è già stata presa in Lombardia per quanto riguarda il settore dei taxi, con incentivi  per la sostituzione di vecchie auto a carburante tradizionale con le  auto ibride.
In un periodo di difficoltà economica bisogna però ideare  una serie di altri  incentivi, per esempio con operazioni di defiscalizzazione o di natura simile (niente bollo di circolazione),  non soltanto volte al mercato dei singoli privati, ma iniziando  dai parchi auto delle aziende private e pubbliche. Ad esempio con i mezzi di trasporto delle Poste (anche due ruote) e così via.
Poi, secondo me, ci sono pure altri tipi di agevolazioni in grado di favorire la diffusione delle auto elettriche. A esempio la possibilità di utilizzare corsie preferenziali, di entrare nei centri storici, di avere parcheggi agevolati e così via. Oppure garantire costi per i premi assicurativi più contenuti.
Poi, e questo è molto importante,  ci sono anche le leve di sviluppo collegate agli obblighi per i benefici ambientali:  l’Europa impone entro il 2020 una riduzione drastica delle emissioni e in questo caso le auto elettriche diventeranno davvero competitive.

Per quanto riguarda l’Unione europea, si  stanno facendo delle normative tese a migliorare la riduzione dei consumi?

Sicuramente la componente ambientale sta diventando un fattore determinante  per l’intera industria della mobilità, sia per i veicoli privati che per i veicoli per il trasporto pubblico. Il progetto “Cars 2020” proposto dalla Comunità Europea, che pone severi limiti alle emissioni, al rumore e a tutti gli aspetti dell’auto, molto significativi.  Il settore automobilistico, penso soprattutto alla Germania, si sta preparando con serietà ed ingenti investimenti a questa grande rivoluzione. Però si sia consapevoli che l’unica alternativa non è la propulsione elettrica. I motori con celle a combustibile, alimentati ad idrogeno, sono un’altra grande possibilità. I veicoli con motori ibridi sono altrettanto oggetto di un potenziale grande mercato.

Per quanto riguarda la creazione di un infrastruttura di ricarica, quale è la modalità più conveniente

Questo è un tema molto affascinante. Si va innanzi tutto dal rinnovo delle reti elettriche. Ci aiuteranno sicuramente  le cosiddette “Smart grid”. Poi c’è il secondo aspetto che è quello delle modalità con cui viene fatta la ricarica (lenta, veloce, diretta, tramite dei cavi, o indiretta,  sostituendo la batteria,  o con forme più innovative e avveniristiche come a esempio facendo sostare il veicolo sopra una piastra di ricarica a induzione. C’è infatti anche, non dimentichiamolo, il modello “Better places” che semplicemente prevede la sostituzione alla stazione di servizio della batteria scarica con una piena. Comunque quello della rete, con le colonnine di ricarica o le batterie di accumulo,  è indubbiamente un tema affascinante sia dal punto degli investimenti che dell’innovazione.

Quali sono i Paesi che si stanno muovendo meglio nel campo della mobilità elettrica

Ovviamente sono i paesi che hanno un industria automobilistica che investe in questa direzione.  su questo tema la Fiat in Italia non mi risulta stia facendo, mentre reputo che si muova in America con Chrysler. Ci sono Paesi come la Cina che stanno presidiando questo mercato.  Ma anche la Germania in Europa lo sta facendo.
A livello di operatori delle infrastrutture, possiamo dire che in Italia l’impegno di Enel è significativo,  così come in Germania con E-On o RWE e in Francia con Edf: tutti stanno investendo sulle reti. Possiamo dire che in questo senso  il nostro Paese non manca in capacità di investimento.

Ci può citare qualche esempio interessante di diffusione del mercato dell'auto elettrica in Europa?

C’è, ad esempio, il caso di Parigi dove si è realizzato un importante progetto di Car-sharing,  che vedrà a disposizione  5000 automezzi elettrici. Dobbiamo guardare anche a questa modalità organizzativa,  come soluzione per una più rapida diffusione delle auto elettriche. Questo può essere un altro esempio di incentivo a questo tipo di trasporto ecocompatibile.

Ma quale è l’ostacolo maggiore per la diffusione dell’auto elettrica

Il problema principale resta il costo dell’automezzo: a parità di caratteristiche l’auto elettrica costa tre volte di più.  Tuttavia, per quanto riguarda gli oneri del rifornimento, quello dell’auto elettrica costa veramente poco. Per un’autonomia di 150 km un cittadino spenderebbe solo 3 euro per fare il pieno !
Quindi il problema sta soprattutto nell’abbattere o spalmare nel tempo il costo iniziale per l’acquisto dell’autovettura. Occorre una soluzione economica e finanziaria in grado di diluire nel tempo l’investimento in un auto elettrica: poi la gestione in quanto tale ha dei costi estremamente ridotti.

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