Province
18/06/2013

Infrastrutture e mercato dei lavori pubblici. Convegno a Monza

Le “Tre sorelle si faranno”. Con queste parole l’assessore ai trasporti e mobilità Maurizio Del Tenno ha rassicurato la platea di sindaci, amministratori locali ed esponenti delle associazioni di categoria riuniti a Monza per il convegno “Infrastrutture e Mercato dei lavori pubblici, il futuro del territorio brianteo”.
Per l’assessore quindi, non solo Brebemi e Teem arriveranno a compimento (Brebemi ha già chiuso il closing finanziario e per Teem siamo in dirittura di arrivo) ma anche Pedemontana sarà terminata.
Parole importanti che arrivano a conclusione del convegno a cui erano invitati, oltre all’Assessore, anche Lorenzo Bellicini (direttore del Cresme), Stefano Maullu (Ad di Tangenziale Esterna S.p.a.), Giorgio Mainini (vice Presidente Assimpredil), Antonio Infosini (settore territorio pianificazione infrastrutturale della Provincia di Monza), i rappresentanti delle istituzioni locali del territorio di Monza e Brianza e, soprattutto, Marzio Agnoloni (Ad di Pedemontana Spa).
Proprio ad Agnoloni i sindaci e gli assessori si sono rivolti con particolare preoccupazione. A preoccuparli è soprattutto la sorte della nuova autostrada Pedemontana.
L’autostrada non ha ancora chiuso il closing finanziario e ancora poco si sa sui tempi di realizzazione. Quel che è certo è che la tratta A, insieme alle tangenziali di Como e Varese verrà conclusa nel 2014.  I  lavori sono al 70% e il prossimo 25 giugno verrà aperto l’ultimo diaframma della galleria di Grandate.
Per quanto riguarda la seconda parte, quella vinta dall’ Ati Strabag, si stanno validando i progetti esecutivi. Qui però iniziano i problemi. Secondo Agnoloni infatti: “C’è un problema finanziario, perché l’equity previsto dall’ultimo piano finanziario era di 136 milioni, circa il 68% a carico di Serravalle il residuo a carico di Banca Intesa San Paolo e di Ubi Banca i quali, però, hanno versato solo la prima parte e poi si sono fermati.” Continua l’Ad di PedemontanaSerravalle potrà sopperire a queste mancanze fino ai primi mesi del 2014 poi bisognerà che le banche facciano la loro parte e diano i finanziamenti in modo da completare questa tratta prima dell’apertura di Expo 2015. Per tutto il resto delle tratte siamo ancora in alto mare.”
Parole che non hanno pienamente rassicurato la platea e, proprio per questo, hanno chiesto a Agnoloni, ma soprattutto all’assessore Del Tenno, l’apertura del Collegio di Vigilanza per poter fare il punto sulla situazione e avere un cronoprogramma certo.
Per l’Amministratore di Pedemontana: “La Pedemontana si farà tutta come è stata pensata e progettata. Non ci saranno varianti al progetto. Questo perché non voglio che si creino alibi che consentano un allungamento dei tempi di realizzazione. I lavori procederanno a lotti ma con tempi di apertura e chiusura dei cantieri certi. Serravalle sta mantenendo il suo impegno economico, anzi sta facendo di più di quanto previsto. Ora spetta alla banche fare la loro parte e adempiere ai loro doveri” conclude “Una società come Serravalle, seppur in buone condizioni economiche è troppo piccola per poter sostenere da sola un progetto di questo tipo”.
Per quanto riguarda la Teem invece, l’Ad Maullo ha ribadito che ormai siamo in dirittura con il closing finanziario e che i lavori procederanno nei tempi prestabiliti con  l’arco Teem che sarà completato entro aprile 2014, in tempo per la conclusione di Brebemi, mentre la fine dei lavori delle opere essenziali del progetto avverrà entro maggio 2015, comunque in tempo per Expo.

A preoccupare le associazioni di categoria come Assimpredil Ance sono, soprattutto, la scarsa ricaduta in termine di lavoro e occupazione che le grandi infrastrutture come Teem o Pedemontana garantiscono alle aziende del territorio e di conseguenza ai territori stessi.

Una preoccupazione non condivisa dall'Ad di Teem: "Purtroppo il problema delle piccole imprese presenti sul territorio brianteo non è quello della mancata partecipazione ai lavori per le grandi infrastrutture. Per la costruzione di Teem lavorano anche aziende del territorio. Purtroppo la crisi del settore è dovuta in gran parte alla forte crisi del mercato edilizio delle nuove costruzioni"

Un calo del comparto edilizio fotografato dettagliatamente dalla ricerca del Cresme nelle provincie di Milano, Monza-Brianza e Lodi.

Per uscire da questa spirale negativa le associazioni di categoria chiedono al Governo di portare in sede europea lo sblocco delle risorse per gli investimenti non contandoli dentro il patto di stabilità, un modo per dare fiato agli enti locali, comuni e province, per far ripartire i piccoli cantieri.

Una crisi comunque profonda, quella che emerge dal convegno. Una crisi da cui difficilmente si riuscirà a riemergere in tempi brevi.

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