Province
25/03/2014

ALTA CAPACITA’ GOTTARDO: Potenziamento della linea Bellinzona Luino Laveno

Il convegno promosso da ACG presso la CCiAA di Varese lo scorso 15 marzo ha fatto il punto sui necessari adeguamenti della rete italiana alla prossima entrata in esercizio della galleria di base del Gottardo.  I due rappresentanti rispettivamente delle Ferrovie Federali Svizzere (Stefano Ardò) e di Rete Ferroviaria Italiana (Giorgio Botti) hanno ribadito che gli investimenti per adeguare il profilo della gallerie della Luino – Gallarate al passaggio dei nuovi convogli merci (750 metri di lunghezza invece dei 550 attuali e 2000 tonnellate di peso) – saranno fatti in tempi relativamente brevi,ricordando che a tale scopo la Svizzera, proprio a inizio anno, ha messo a disposizione dell’Italia 120 milioni di euro. Un regalo per accelerare l’adeguamento di una linea ferroviaria strategica per far defluire i massicci traffici merci del dopo Alptransit  attraverso località importanti come Luino e Laveno da sempre penalizzate dalla presenza di storici passaggi a livello che condizionano il traffico urbano e incidono sulla vivibilità delle aree adiacenti la linea.

Quindi – ripetono da tempo gli amministratori locali -- vanno bene i mega treni merci del prossimo futuro ma servono in parallelo delle opere strutturali (sottopassaggi, barriere antirumore, arredi urbani…) capaci di mitigare e compensare l’invasività inevitabile dei nuovi “mostri” ferrati. A questo punto, di fronte alle misurate rivendicazioni di sindaci e amministratori locali, i due ingegneri, facendo sfoggio di diplomazia verbale, hanno fatto intendere che gli interventi di contorno spettano agli enti locali e che i 120 milioni disponibili saranno interamente utilizzati per gli adeguamenti tecnici della tratta Zenna –Luino – Gallarate.

Tenendo conto delle difficoltà finanziarie in cui versano i comuni, in buona parte indotte anche dal patto di stabilità imposto da Roma che, senza distinzioni, penalizza allo stesso livello “buoni e cattivi”, si rischia la paralisi degli investimenti se qualche comunità locale decidesse di mettersi di traverso e alzasse barricate con i consueti ricorsi al TAR e quant’altro. Un film già visto troppe volte. È invece questa un’ottima occasione per avviare finalmente un dialogo serio e costruttivo col territorio per trovare punti di equilibrata fattibilità senza strappi e improduttive contrapposizioni. Un compito, secondo noi, che dovrebbe assumersi la Regione Lombardia ponendosi come elemento coordinatore di questa delicata partita che va giocata in tempi brevi e assolutamente certi perché le scadenze sono stringenti. Le previsioni dicono infatti che nel 2017/2018 la ciclopica impresa di Alptransit dovrebbe essere conclusa. Un altro flop come quello dell’Arcisate – Stabio sul versante del Verbano non sarebbe davvero sopportabile.

(Cesare Chiericati)

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