Province
10/02/2015

Mobility Conference 2015

Opportunità non problemi. E’ questo lo scenario delineato in campo infrastrutturale dalla Mobility Conference 2015 organizzata da Assolombarda e dalla Camera di Commercio di Milano.
Una conferenza dove si è parlato sia di città metropolitana ma anche, e soprattutto, di infrastrutture e mobilità.
Ad aprirla questo anno dal sindaco di Milano Giuliano Pisapia con un intervento che ha tentato di fare il punto sulla situazione milanese e su quello che si sta facendo nel campo delle infrastrutture e della mobilità. Innanzitutto le due metropolitane.

La M5 che arriverà a San Siro nel 2015 e soprattutto la nuova M4 i cui cantieri sono ormai partiti.
Ma non solo in vista di Expo 2015 anche nuovi servizi per la mobilità come il bike sharing con pedalata assistita fino al prossimo moto sharing.
Tutto questo per introdurre il vero tema della mattinata di lavori del convegno. La città Metropolitana.


L’istituzione delle città Metropolitane per molti relatori non può essere semplicemente la trasformazione della vecchia “Provincia” con un nome nuovo.
Occorre uscire dalla logica della città centrale per assumere quella di territorio. Immaginare, a esempio, Milano come Londra, Shanghai e Francoforte che sono delle vaste aree metropolitane al cui centro c’è la città che le dà il nome. A spiegarlo è stato soprattutto Lanfranco Senn. Per il docente della Bocconi Milano deve essere questo e per esserlo deve ridisegnare soprattutto le sue infrastrutture e tentare di aggregare le periferie inglobandole infrastrutturalmente e soprattutto mettendole in comunicazione.
Il governo delle città metropolitane è quindi un fattore chiave ma deve perdere le caratteristiche attuali per aprirsi al concetto di rete. Per Piero Fassino, infatti, la scelta di allargare i confini è stata determinata da impellenti problemi economici, ma adesso occorre dotare territori diversissimi, anche se accorpati, infrastrutture innovative.

Proprio per fare il punto su cosa è stato fatto e su cosa resta da fare in termini di nuove infrastrutture e di risoluzione delle criticità almeno nel Nord Ovest è stato presentato il dodicesimo Rapporto annuale dell'Osservatorio Territoriale Infrastrutture (OTI) Nordovest, realizzato da Assolombarda, Confindustria Genova e Unione Industriale di Torino sullo stato di avanzamento delle opere prioritarie per il sistema infrastrutturale e logistico del Nordovest.


Connessioni aree e sviluppo aeroportuale: gli scenari per la competitività dell’Italia e della Lombardia

E di infrastrutture si è discusso nella sessione pomeridiana quando sul palco relatori come Rosario Bifulco  (Consigliere incaricato Competitività Territoriale, Ambiente ed Energia Assolombarda), Giorgio Balzaretti (Consigliere Camera di Commercio di Milano), Stefano Paleari (Rettore Università degli Studi di Bergamo), Pietro Modiano  (Presidente Gruppo SEA), Frances Ouseley (direttore per l'Italia EasyJet), Alberto Ribolla  Presidente Confindustria Lombardia e Clemente Senni  Vice President Corporate Affairs Alitalia SAI, moderati da Sergio Luciano Giornalista Panorama si è parlato di “Connessioni aree e sviluppo aeroportuale: gli scenari per la competitività dell’Italia e della Lombardia”.


Al centro della discussione c’è stata Malpensa e il ruolo che ha oggi sul sistema lombardo e su quello che avrà nel prossimo futuro.
In particolare Pietro Modiano ci ha tenuto a ricordare come questo anno Malpensa abbia avuto un incremento del 12% sui voli intercontinentali e un 9% in più nel settore cargo. Numeri importanti e anticiclici. “Abbiamo dovuto dare la caccia ai voli intercontinentali. Purtroppo Malpensa non può più considerarsi un hub, soprattutto da quando Alitalia se ne è andata”.
Chi ha creduto in Malpensa è di sicuro EasyJet la compagnia aerea che ha fatto dell’aeroporto varesino la seconda base dopo Londra Gatwick. Proprio per questo Frances Ouseley ha sottolineato come Malpensa venga ritenuto erroneamente, un aeroporto poco comodo per i milanesi. Per cambiare questa percezione la proposta della Ouseley sarebbe quella di portare le corse del Malpensa Express da una ogni mezzora a una ogni 15 minuti e, soprattutto, di farli partire tutti da un'unica stazione.

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