Province

Navigazione Fluviale Commerciale

Il sistema dei Navigli Lombardi

La rete dei navigli collega la città di Milano con le principali vie fluviali della pianura padana.

La rete idroviaria completata grazie alla realizzazione dei navigli comprende tre importanti corsi d'acqua lombardi, il Ticino ad ovest, Il PO a sud e l'Adda ad est, delineando un ampio schema di relazioni commerciali con le province periferiche ed anche con la svizzera meridionale.

Il primo naviglio ad essere realizzato fu il Naviglio Grande e successivamente furono realizzati il Naviglio della Martesana (per collegare Milano all'Adda ed al Lago di Como), il Naviglio di Bereguardo, complementare al Naviglio Grande, il Naviglio di Paderno, con lo scopo di consentire la navigazione ininterrotta tra Lecco e Milano e infine il Naviglio Pavese.

Il crescente interesse della Regione Lombardia per il sistema dei Navigli è dettato dall'emergenza ambientale, dai recenti eventi di dissesto spondale, dall'esigenza di razionalizzare il sistema delle competenze e dalla volontà di una più adeguata valorizzazione (anche come via d'acqua) del Sistema dei Navigli.

Al fine del raggiungimento degli obiettivi sopraindicati la Direzione Generale delle O.O.PP. della Regione Lombardia porterà avanti le seguenti attività:

  • Attuazione degli interventi urgenti e di manutenzione;
  • Redazione di un Master Plan e successiva attuazione degli interventi;
  • Riordino gestionale ed amministrativo.

Tra gli interventi urgenti è prevista la sistemazione di diversi tratti spondali del Naviglio Grande, Pavese, Martesana e Paderno.

La redazione del Master Plan, affidata al Politecnico di Milano, ha fornito le linee guida per individuare gli interventi necessari per l'operazione di salvaguardia attiva e la tempistica di attuazione degli interventi prefigurando l'avvio di progetti pilota per attivare le fasi operative e consentire la spendibilità delle risorse disponibili.

Fra i primi interventi che il Master Plan individua di fattibilità immediata ci sono la messa in sicurezza delle rive e delle conche degradate, mentre nel breve e medio periodo si punta sul recupero delle strutture architettoniche di grande valore storico e di richiamo turistico, oltre alla creazione di nuove piste ciclabili, giardini e percorsi per le visite.

Oggi, grazie agli importanti interventi di sistema previsti, i Navigli tornano all'avanguardia per dare il loro significativo contributo al rilancio dell'economia lombarda.

 

Porto di Cremona

Il porto di Cremona è una struttura artificiale con livello d'acqua nel bacino a 38,30 m . sul livello del mare e tirante d'acqua minimo di 4,30 m . Per accedere al bacino portuale le navi devono attraversare un sistema di conche con larghezza massima di 12 m ., tirante d'acqua di 3,50 m , tirante d'aria di 6,50 m . lunghezza utile conca 197 m ., lunghezza utile avanconca 110m. 
Sono a disposizione dell'utente: ampi piazzali asfaltati, capannoni per stoccaggio di merci secche e per carico e scarico di natanti di coperto, banchine pubbliche per oltre mille metri ed efficienti mezzi di sollevamento. 
Il porto, dunque, è dotato di tutte le strutture fisse e mobili necessarie per garantire la movimentazione di ogni tipo di merce, inclusi i carichi eccezionali, trasportabile su acqua, gomma e ferro, essendo le banchine raccordate alla linea ferroviaria (Cremona-Codogno).

Dal 1993, inoltre, è insediata la Dogana di Cremona, che viene a completare la gamma dei servizi essenziali, di cui l'operatore deve poter disporre e che sono tali per cui Cremona può configurarsi come nodo ideale di collegamento tra il nord e la portualità adriatica. 
Per il futuro è prevista, dal piano regionale trasporti, la localizzazione di magazzini raccordati, cioè un complesso di strutture e servizi integrati, finalizzati allo scambio di merci fra le diverse modalità di trasporto. Tale centro intermodale, unico in Italia a disporre anche della modalità d'acqua, si configura come importante punto di riferimento per quelle imprese che intendono insediarsi in un'area fortemente sviluppata quale quella padana, e sfruttare condizioni logistiche ottimali.

Il collegamento idroviario con Milano, aperto alle moderne navi da carico fluviali, è uno degli obiettivi più antichi e ambiziosi della navigazione interna. Sinora è stato costruito un tratto di canale che arriva a Pizzighettone, con caratteristiche adatte alle navi della V classe CEMT.

Su questo tratto sarà attivo il porto pubblico di Cremona e alcune banchine private di aziende site in fregio all' idrovia. E' stata avviata la procedura per la progettazione del completamento dell' opera in particolare è stata progettata la nuova conca di accesso al porto di Cremona e conseguentemente all'idrovia dimensionata per navi della V classe.

Porto di Cremona - Acquisizione aree 
A seguito della soppressione del Consorzio del canale Milano - Cremona - Po, sono state acquisite al demanio regionale tutte le aree consortili site in provincia di Cremona quali: il porto di Cremona, il canale Cremona - Pizzighettone, le conche di Cremona e di Acquanegra cremonese.

Porto di Cremona - Concessione Katoen Natie
Nel porto si è poi installato l'importante operatore di logistica Katoen Natie.

Manutenzione straordinaria al canale navigabile Cremona - Pizzighettone
La tratta tra la conca di Acquanegra Cremonese e Pizzighettone è fuori servizio ormai da qualche anno. La progettazione definitiva dell'intervento di ripristino della piena funzionalità dell'opera è stata completata. Sono stati stanziati dalla Giunta Regionale 1 milione 300 mila euro.

TRATTO PO - PIZZIGHETTONE (parte in esercizio) 
lunghezza: 13,5 km 
cunetta di fondo almeno 28 m tirante d' aria: 6,50 m 
tirante d' acqua: 3,50 m (tratto porto Pizzighettone) 
quota di navigazione: 
- 28 - 33 m sul medio mare (tratto Po avanconca) 
- 38,30 m sul medio mare (tratto porto - conca di Acquanegra) 
- 44,70 m sul medio mare (tratto conca di Acquanegra - Pizzighettone) 

Caratteristiche delle conche: 
- avanconca di Cremona: lunghezza 120 m larghezza 12,50 m 
- biconca di Cremona: lunghezza 197 m larghezza 12 m 
- conca di Acquanegra: lunghezza 200 m larghezza 12 m

Conca di Cremona:

L'intervento consiste nella realizzazione di una nuova conca di collegamento tra il fiume Po ed il porto di Cremona, cioè il sistema che consente di far superare alle navi che vogliono accedere al porto, o uscirne, il dislivello tra la quota dell'acqua nel porto e quella del Po, che scorre a poche decine di metri.

La realizzazione di un nuova conca, che sostituirà quella storica a cui si affianca, si è resa necessaria a causa del progressivo abbassarsi del livello del fiume, che rende insufficiente la differenza di quota tra fiume e porto assicurata dalla conca attuale, ed è indispensabile a garantire la funzionalità del porto, che peraltro appartiene alla Regione ed è gestito da una sua Azienda (Azienda dei porti fluviali di Cremona e Mantova).

La vasca sarà lunga 120 m e larga 12,50 m .

Essa avrà dimensioni adatte al transito di una nave commerciale della V.a classe europea, in grado di trasportare fino a 1800 tonnellate di merce o 120 contenitori (TEU).

Con i suoi oltre 13 metri , essa rappresenta l'opera con il maggiore salto idraulico del sistema idroviario padano veneto.

Il costo previsto è di 50 milioni di euro.

Il progetto comprende anche le sistemazioni spondali dell'avanporto e prevedrà anche il recupero ambientale di una parte significativa del fiume, nella zona a monte dell'intervento.

Il progetto preliminare della nuova conca di Cremona è già stato approvato.

Conca Fallata

L'assessorato regionale alle Opere Pubbliche ha firmato una convenzione con il Comune di Milano e AEM per il ripristino strutturale della Conca Fallata e per la realizzazione di una minicentrale idroelettrica capace di produrre circa 2 milioni di kWh annui. 
L'intervento è stato realizzato e finanziato da AEM (1,9 milioni di euro) e ha previsto il recupero funzionale delle strutture esistenti, il ripristino delle sponde e della funzionalità dei portoni che verranno controllati a distanza da un sistema elettronico. 
La minicentrale, che utilizza il salto idraulico della Conca Fallata che si trova  in località Chiesa Rossa vicino alle storiche Cartiere Binda,  illuminerà 20 km di sponda del Naviglio tra Milano e Pavia e soddisferà il fabbisogno energetico per 500 abitazioni.

La Conca Fallata è la seconda e la più alta delle quattordici conche che s'incontrano lungo il Naviglio da Milano a Pavia.

E' localizzata in un‘area urbana periferica, in zona Chiesa Rossa  all'altezza del complesso industriale della cartiera Binda De Medici e del ponte canale sul Lambro meridionale; a circa 2.800 ml dal ponte del Trofeo in Darsena.

La Conca Fallata , come tutte le altre conche del Naviglio di Pavia, è costituita da due canali distinti e paralleli. Un canale laterale di derivazione detto “scaricatore o di soccorso”, ossia quel canale scoperto, posto a fianco del bacino navigabile di minori dimensioni, indispensabile per garantire la portata minima e assicurare il tirante d'acqua necessario per le bocche d'irrigazione durante le operazioni di chiusura della conca. Un secondo canale costituito da una vasca per la risalita e la discesa delle imbarcazioni, che viene riempito o svuotato in base alle necessità manovrando le porte. Una serie di paratoie all'imbocco dello scaricatore ne regolano il deflusso.

L' intervento sulla Conca Fallata  ha previsto un restauro completo con operazioni di consolidamento e risanamento, demolizione e rimozione di parti aggiunte, ricostruzione e reintegro di parti mancanti,  operazioni di pulitura e finitura, recupero funzionale ed adeguamento impiantistico. 

Porto di Mantova

Il porto di Mantova in località Valdaro è situato sul primo tratto del canale Mantova - Venezia (idrovia Fissero - Tartaro -Canalbianco), componente fondamentale del sistema idroviario padano - veneto che consente il collegamento diretto con il mare Adriatico e la laguna di Venezia per navi della V classe con fondali e tiranti d'aria costanti 365 g/anno. 
Il porto è collegato al Po attraverso la conca di S. Leone, che ha una lunghezza complessiva utile di 225 m . (n. 2 vasche da 100 m e 125 m ). 
A ridosso dell'area portuale è presente il centro interscambio merci ed il nuovo scalo ferroviario.

Questa scelta localizzativa permette di avere, su una stessa parte di territorio, gli insediamenti industriali, il centro merci, i servizi intermodali oltre alle strutture portuali in senso stretto.

Il porto di Mantova è nato con due ben precise vocazioni: essere per l'interporto Quadrante Europa di Verona, la quarta modalità di trasporto ed essere il primo nucleo del centro intermodale di Valdaro. 
Sono a disposizione dell'utente le seguenti dotazioni strutturali: darsena con banchina secondo la tipologia del porto canale, piazzali di carico e scarico, piazzali di deposito, palazzina servizi per le funzioni del porto, capannoni a sbalzo sull'acqua, pesa per autotreni, alle quali si aggiungerà il raccordo ferroviario alla linea FS, che consentirà lo scambio di merci tra le diverse modalità di trasporto.

Il Canale “Mantova - Venezia”:

Si tratta di una infrastruttura lunga circa 135 Km che da Mantova attraverso il superamento di 5 conche regolate da sostegni, permettere di raggiungere il mare Adriatico a Porto Levante, oppure di ritornare in Po attraverso la conca di Volta Grimana, oppure di raggiungere la laguna veneta e quindi Porto Marghera attraverso l'idrovia Po di Brondolo.

L'apertura alla navigazione, avvenuta nel giugno del 2002 rappresenta un'opportunità trasportistica che non si era mai verificata in passato in quanto consente alle chiatte fluviali di raggiungere Mantova dal mare praticamente tutti i giorni dell'anno ed a qualunque ora, sottraendo in tal modo il trasporto delle merci all'incognita della navigabilità del fiume Po, che in quanto corso d'acqua a corrente libera è soggetto a piene e alla formazione di bassi fondali che ne limitano l'utilizzo per il trasporto delle merci.

Attualmente lo stato di avanzamento per l'adeguamento agli standard della Va. classe europea del canale è pari a circa il 50%.

La tratta interessata è compresa tra la conca di Trevenzuolo ed il confine con la Regione Veneto , per un totale di 4 Km .

Per tutti gli interventi relativi alla sistemazione del collegamento tra il Po e il canale Mantova-Venezia e tra il Po e Mantova sono stati stanziati 3 milioni 500 mila euro.

Manutenzione straordinaria alla conca di San Leone 
Sono stati eseguiti lavori di manutenzione straordinaria alla conca di San Leone che contestualmente è stata adeguata agli standard della Va. classe europea.

La costruzione della conca di Valdaro per il collegamento dei laghi di Mantova e il Po.

Per la realizzazione della conca è stata espletata la gara d'appalto ed individuata l'impresa assegnataria, ma i lavori sono stati sospesi per la segnalazione di presenza di mercurio.

Manutenzione straordinaria alla conca di Governolo
La conca di Governolo presenta un inadeguato stato di manutenzione al punto da vederne quasi compromessa la funzionalità. I lavori per il pieno ripristino della funzionalità della conca sono attualmente in fase di appalto e l'ultimazione degli interventi è prevista per la fine del 2006.